La seconda barca solare

Giovedì 23 giugno, 57 anni dopo la scoperta, è stato aperto il pozzo che contiene la seconda barca solare della Grande Piramide: un momento straordinario, indimenticabile. L’argano ha sollevato una delle lastre di pietra che pesano 16 tonnellate e giù in basso si sono intravisti i pezzi accatastati che componevano l’imbarcazione, conservati nel pozzo per oltre 4500 anni. E’ durato pochissimo, solo il tempo di un’occhiata veloce, poi una copertura di legno ha sigillato di nuovo il pozzo. Nei prossimi mesi il team composto da giapponesi ed egiziani, guidato dal Prof. Sakuji Yoshimura, porterà alla luce i diversi pezzi e poi, in un complesso lavoro di restauro e ricostruzione, tenterà il montaggio della barca. Un procedimento analogo a quello con cui Kamal El-Mallak, tra il 1954 e il 1984, ricostruì la prima barca solare, oggi esposta nel museo appositamente costruito accanto alla Grande Piramide: allora ci vollero trent’anni, oggi, con le nuove tecnologie disponibili, probabilmente si farà prima.