Danni della Rivoluzione

Dopo i noti eventi rivoluzionari, nel laboratorio di restauro del Museo Egizio prosegue il lavoro per recuperare i pezzi danneggiati dai vandali nella notte del 28 gennaio. Per chi, come me, ha lavorato per anni fotografando questi oggetti straordinari è stato veramente penoso osservare la gravità dei danni riportati senza un’apparente ragione se non quella di arrecare più danni possibili all’interno del Museo. Nel frattempo, alcuni degli oggetti spariti durante quella famosa notte sono stati recuperati, con modalità più o meno avventurose, poiché in realtà venderli sarebbe stato particolarmente pericoloso e complicato.

Purtroppo i danni al patrimonio culturale egiziano non si limitano soltanto al Museo Egizio. Il periodo di anarchia, successivo ai giorni più caldi della rivoluzione, ha lasciato dietro di sè una lunghissima serie di danni, molti provocati da improvvisati tomb raiders ai quali non è sembrato vero poter andare a scavare, anche in pieno giorno, nelle aree archeologiche, senza il controllo della polizia. Un capitolo a sè meritano però i tentativi realizzati per espandere i cimiteri dei villaggi situati a ridosso delle necropoli faraoniche. La pressione demografica, in un paese come l’Egitto, si manifesta anche nella carenza di terreno utile per le sepolture, con i villaggi stretti tra la terra coltivabile, sempre più scarsa, e quello che, agli occhi di contadini ignoranti è soltanto deserto, pur trattandosi nella realtà di aree archeologiche di grandissima importanza non ancora scavate.

Per la religione musulmana il corpo è intoccabile, non può essere cremato, perciò sterminati cimiteri crescono a perdita d’occhio sui limiti periferici delle città. Uscendo dal Cairo, sulla strada che porta al Fayoum, è possibile notare infinite distese di tombe, che la tradizione vuole distinte per ciascuna famiglia, costruzioni più o meno grandi a seconda delle possibilità. Anche nei villaggi lungo il Nilo, tra il fiume e le aree archeologiche di Giza, Abu Sir, Saqqara e Dashur, nessuno ha saputo resistere alla tentazione: in poche notti sono sorte centinaia di tombe costruite su terreni demaniali, nuove coloratissime necropoli sullo sfondo delle piramidi. Ora sarà compito dell’esercito demolirle e ripristinare i terreni, col rischio di danneggiare le antiche necropoli sottostanti…